Comunicato

Il Rugby Perugia Junior ha cominciato la sua attività stagionale da ormai tre settimane ma, per la prima volta in quasi 50 anni di rugby a Perugia e – crediamo – in assoluto nello sport cittadino, si trova a dover combattere una battaglia, assurda quanto sfibrante, per avere il minimo necessario alla sopravvivenza di ogni associazione sportiva: il campo di gioco.Colpa del gestore (provvisorio, in attesa della nuova gara per l’affidamento delle strutture) Rugby Perugia asd (Presidente Alessio Fioroni) che senza motivo ha dapprima impedito del tutto l’ingresso in campo della neonata squadra Under 14 nelle ultime due settimane di agosto, costringendo i ragazzi ad allenarsi su improbabili spazi esterni di fortuna, quindi ha fatto lo stesso con il Minirugby a partire dal giorno 5 ultimo scorso negando l’uso dei campi in erba (baseball incluso) e relegando il rugby di bambini dai 4 agli 11 anni sul campo di allenamento laterale in terra battuta. Terreno che, già di per sé inidoneo al Minirugby in condizioni normali (salvo condizioni meteo particolari) si presenta adesso duro come pietra, polveroso e pieno di arbusti ed erbacce, frutto di mesi di non manutenzione.
Il tutto mentre il resto della struttura (campi in erba e spogliatoi), alla faccia del principio del massimo utilizzo che governa le concessioni di impianti pubblici, della trasparenza dell’imparzialità.
Spogliatoi a disposizione ridotti e senza acqua calda per le docce.
Diniego assoluto per la giornata del venerdì (chissà perché) e per la sera del lunedì.
E dire che avevamo predisposto il planning dei nostri allenamenti facendo attenzione a non sovrapporci mai con nessuna delle squadre del Cus-Rugby Perugia!
L’aspetto più triste della vicenda è l’assoluta inerzia del Comune che, nonostante innumerevoli scambi epistolari, mail, diffide, incontri, promesse e quant’altro, nulla ha fatto per scongiurare questo arbitrio che – in termini così sfrontati – riteniamo essere senza precedenti.
Ad oggi nessuno del Comune si è preso il disturbo di spiegarci PERCHE’ non possiamo entrare in campo. Il timido tentativo del Rugby Perugia di inventarsi fatture non pagate è stato subito da noi stoppato con documenti alla mano che evidenziano (al Comune in primis) che non dobbiamo un centesimo a nessuno e siamo pronti a dimostrarlo a chiunque in qualsiasi momento.
Impossibile ogni contatto con il Rugby Perugia asd, che ha rifiutato ogni incontro, incluso quello promosso da CONI e Federazione Regionale, sdegnosamente rifiutato dal Presidente Fioroni.
Palese il suo tentativo di sabotare la nostra attività con la complicità di quanti, attivamente o passivamente indifferenti, anche all’interno dello stesso rugby, tentano il massacro di una realtà dalla quale proviene la quasi totalità degli attuali giocatori perugini.
Che fare? Dal canto nostro siamo in fiduciosa attesa dell’intervento della Commissione di Controllo.
Arrenderci? Mai, perché ai soprusi non ci si deve arrendere, sarebbe come rinnegare noi stessi e i valori della nostra attività.
I bambini nel frattempo si allenano numerosissimi grazie anche alla encomiabile comprensione delle famiglie, cui chiediamo di intervenire sulle Istituzioni con ogni mezzo a disposizione, su spazi di fortuna esterni al campo Rugby (ovviamente vuoto) e per il momento senza docce.
La migliore risposta a chi pensa di prenderci per sfinimento e farci chiudere baracca e burattini.